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Vibrafonista, percussionista, compositore, didatta e artista totale: Sergio Armaroli apre il 2023 con un nuovo progetto discografico firmato dall’etichetta pugliese Dodicilune. Distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital, è appena uscito “Vibraphone solo in four part(s)”. Il disco propone un solo che, in quattro parti per vibrafono, attraversa una giornata tra mattino e pomeriggio. «Da dove sono alloggiato, con alcuni amici che conoscono il mio segreto, mi avvicino allo studio di registrazione e preparo il mio strumento con i piedi. Camminando la musica: euritmia del possibile. Improvvisando da un canovaccio della vita. Solo ne approfitto per “parlare con me”. Non ho un piano definito e mi permetto di perdermi in una qualsiasi nota possibile per poi ri-trovarmi dentro un campo armonico cangiante, in movimento: probabile, immaginario. Costruisco frasi in dialogo con me stesso: Altro, ma sempre stando dentro lo strumento che mi accompagna. Così mi trovo a raccontare “in parti”: alla ricerca», spiega il musicista e compositore che considera il jazz come «un’attitudine propriamente sperimentale che ha assoluta necessità di essere raccontata»

“Sergio Armaroli ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera e al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Si è perfezionato all’Accademia della Fondazione Arturo Toscanini di Parma e all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano conseguendo il titolo di professore d’orchestra. Ha frequentato inoltre l’Instituto Superior de Arte de L’Habana a Cuba. Ha suonato in diverse orchestre classiche, si è perfezionato sulla marimba e ha seguito corsi di batteria tenuti da Joey Baron, Han Bennink, Trilok Gurtu e Dom Um Romao. Ha al suo attivo diverse composizioni per il teatro e ha partecipato a diverse formazioni orchestrali italiane ed europee, nonché a una serie di registrazioni di musica classica e da camera. Nell’ambito del jazz si esibisce come vibrafonista e percussionista. È fondatore e leader del gruppo Axis Quartet composto da Nicola Stranieri alla batteria, Marcello Testa al contrabbasso e Claudio Guida al sax. Con lo stesso ha pubblicato nel 2010 Prayer and Request, un lavoro interessante, dove l’improvvisazione si sposa con le partiture scritte, gli interventi dei singoli agiscono in equilibrio con il gruppo, tesi alla ricerca di un equilibrio costante.

La critica ha accolto molto bene il disco, così come, in una chiave diversa, Early Alchemy, un viaggio all’interno dell’espressività percussiva come atto primitivo della musica”. Armaroli viene presentato così da Flavio Caprera nel suo “Dizionario del jazz italiano” (Universale Economica Feltrinelli, Milano, 2014). Con l’etichetta Dodicilune, Armaroli ha pubblicato, tra gli altri, “Prayer and request” (2010) e “Vacancy in the Park” (2015) con Axis Quartet, “Early Alchemy” (2013) un solo di marimba, “Tecrit” (2014) con Riccardo Sinigaglia (santur elettrico, flauti barocchi ed elettronica), “Micro and More Exercises” (2016) e “Deconstructing Monk in Africa” (2021) con Giancarlo Schiaffini, “Structuring the Silence” con Fritz Hauser (2017), “F rom The Alvin Curran Fakebook – The Biella Sessions” con il quartetto guidato da Alvin Curran, “To play Standard(s) Amnesia” con il suo quintetto e Billy Lester (2017), “Lux Ferrari Exercises d’Improvisation” con Giancarlo Schiaffini, Walter Prati e Francesca Gemmo, “Close (your) Eyes Open Your Mind” con Walter Prati, “Trigonos” con Andrea Centazzo e Giancarlo Schiaffini (2018), “TrioPlusTrio” con Giancarlo Schiaffini, Walter Prati, Roger Turner, Chris Biscoe e John Pope e “Meeting for two” con il pianista statunitense Billy Lester (2020), “Monkish (’round about Thelonious)” di Armaroli – Schiaffini 4tet (2022).