“La musica si riduce a concatenazioni di natura numerica e geometrica, e la distanza tra una forma d’arte come quella musicale e la matematica scienza esatta svanisce come per incanto ed entrambe formano un tutt’uno“.

// di Marcello Marinelli //
Platone era un seguace dei pitagorici che sostenevano che l’archè delle cose fossero i numeri. L’armonia secondo i pitagorici , unità del molteplice e concordia del discordante trova la sua espressione più alta nella musica in cui i rapporti matematici sono assunti come modello di tutte le armonie del cosmo”. (Storia della filosofia di Emanuele Severino)
Tutte le forme musicali rientrano nel pentagramma e quindi vengono scomposte in pause e durate , tutte definibili matematicamente, tutte riferibili a numeri, nonché le relazioni tra le note sia in senso melodico che armonico tutte di natura matematica. Se questo assunto di partenza è vero, ed è vero perché tutta la musica si riduce a concatenazioni di natura numerica e geometrica, e la distanza tra una forma d’arte come quella musicale e la matematica scienza esatta svanisce come per incanto ed entrambe formano un tutt’uno.

E in quale forma musicale questa comunanza, questa santa alleanza, questo magico incastro raggiunge i suoi massimi livelli di espressione e dove viene dispiegata la “geometrica potenza” citazione dagli anni settanta che alludeva a tutt’altra cosa, ma mi piaceva l’espressione, e raggiunge l’apice da tutti i punti di vista, armonico, ritmico, melodico in un groviglio inestricabile di ispirazione, di arte allo stato puro, di creazione e di concatenazione degli elementi? Questa era una domanda retorica e il titolo suggerisce la risposta, il nostro amato jazz e in particolare nei pezzi veloci dove il virtuosismo e l’ispirazione si coniugano alla perfezione alle geometrie musicali sottintese.

Pezzi come Giant Steps di Trane, the Eternal Triangle di Dizzy Gillespie con Sonny Rollins e Sony Stitt che si rincorrono come velocisti, come Wardell Gray e Dexter Gordon in the Chase o come Harold Land e Clifford Brown in Blues Walk, Donna Lee di Bird, sono esempi massimi di questo fulgore e come schegge impazzite di un ottovolante proseguono la loro folle corsa. Crome, biscrome, semicrome e semibiscrome ululano nel tempo e nello spazio. Una lucida pazzia dove tutto è legato da una logica ferrea e geometrica e la creatività e l’ispirazione, all’interno di un sottobosco armonico strutturato rigidamente, libere di fluire in ogni direzione e noi, poi, quando ascoltiamo, dimentichi dei numeri e delle loro concatenazioni, godiamo dell’arte. Dopo però, nella nostra modernità, ritorniamo al sistema binario, agli algoritmi e alle equazioni e la matematica continua a dominare il mondo ma noi eterni guerrieri, con la musica e con il jazz, sopportiamo piacevolmente questo dominio.